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Centro Antidiscriminazione di Prato

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Con deliberazione G.P. n. 175 del 28.06.2011 la Provincia di Prato approvava la costituzione, ai sensi degli artt. 43 e 44 del D.Lgs 286/98, del “Centro Provinciale di Osservazione, informazione e assistenza legale in favore delle vittime delle discriminazioni per ragioni di cittadinanza, sesso, colore della pelle, origine etnica, caratteristiche genetiche, lingua, religione, convinzioni personali, opinioni politiche o di qualsiasi altra natura, appartenenza ad una minoranza nazionale, patrimonio, nascita, handicap, età, tendenze sessuali” denominato Centro Antidiscriminazione.
Cos'è
Il Centro Antidiscriminazione della Provincia di Prato, istituito a seguito di un Protocollo d'Intesa con UNAR (Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali), si pone l'obiettivo di prevenire e tutelare da qualsiasi tipo di discriminazione (per motivi di genere, religione, orientamento sessuale, identità di genere, colore della pelle, disabilità, provenienza e altro).

Del Centro fanno parte anche la Consigliera di Parità ed il Difensore civico della Provincia di Prato oltre che una Rete di associazioni ed enti del territorio, di cui è capofila l'associazione interculturale "Le Mafalde".

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Che cosa fa
E' possibile rivolgersi al centro per effettuare segnalazioni su episodi, articoli di giornale, volantini, provvedimenti di enti, ecc. di natura discriminatoria.

Il Centro Antidiscriminazione svolge le seguenti attività:
- ascolto, supporto e consulenza legale a favore delle vittime di discriminazione;
- raccolta dati e segnalazioni dei casi di discriminazione e realizzazione di strumenti per il contrasto dei fenomeni discriminatori;
- monitoraggio quotidiano dei media e degli atti amministrativi;
- attivazione di procedure per contrastare le discriminazioni;
- azioni di sensibilizzazione, informazione e prevenzione dei comportamenti discriminatori;
- organizzazione di eventi formativi sull'antidiscriminazione;
- coordinamento della rete delle Antenne Territoriali Antidiscriminazione.

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Centro antidiscriminazione - Dove si trova e orari d'apertura
Il Centro ha sede in Via Ricasoli 25 presso l'Ufficio Politiche sociali, riceve al momento su appuntamento nel seguente orario di apertura al pubblico: il lunedi ed il giovedi dalle ore 9,00 alle ore 13,00 e dalle ore 15,00 alle ore 17,00 ed il martedi, mercoledi e venerdi dalle ore 9,00 alle ore 13,00.
E' possibile su richiesta fissare anche un orario diverso in base a specifiche esigenze.
Telefono: 0574/534579 oppure 0574 534567
Indirizzo mail: centroantidiscriminazione@provincia.prato.it
Dirigente: d.ssa Franca Ferrara
Responsabile: d.ssa Elena Cardosi
ecardosi@provincia.prato.it
Referente: d.ssa Francesca Bazzanti
fbazzanti@provincia.prato.it

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Formazione
Il Centro Antidiscriminazione organizza periodicamente degli incontri formativi rivolti alle associazioni che fanno parte del Centro (Antenne antidiscriminazione). Gli incontri, che si svolgono presso la sede della Provincia, sono aperti a tutte le persone interessate alle tematiche affrontate dal Centro. Per informazioni contattare il Centro Antidiscriminazione.

Incontri realizzati e in programma:
- 23 aprile 2015: Formazione sul tema della disabilità "La relazione con la diversità partendo dal proprio vissuto personale ... per riconoscere stereotipi e pregiudizi e prevenire discriminazioni e esclusioni" (con Sandra Negri e Lucia Cominoli - Coop. Accaparlante Bologna)
- 18 dicembre 2014: Formazione sull'orientamento sessuale e l'identità di genere (con Donella Bramanti - Ass. IREOS Firenze)
- 13 novembre 2014: Formazione teorico-pratica sugli aspetti legali dell'antidiscriminazione (con Alba Ferretti - Ass. Le Mafalde e ASGI – Associazione Studi Giuridici sull'Immigrazione).
- 26 ottobre 2013: Formazione sull'antidiscriminazione - seconda parte (con Mercedes Frias – Ass. Prendiamo la parola)
- 25 ottobre 2013: Formazione sull'antidiscriminazione - prima parte (con Udo Enwereuzor – Ass. Prendiamo la parola)
- 18 ottobre 2013: Introduzione al concetto di discriminazione (con Mariella Pala – Ass. Le Mafalde); La discriminazione di rom e sinti (Luca Bravi, Univ. Telematica di Chieti)


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Percorso di informazione, sensibilizzazione e formazione degli studenti e degli insegnanti sulle tematiche inerenti le discriminazioni
ANNO SCOLASTICO 2014/2015
Anche quest'anno il Centro Antidiscriminazione ha organizzato un percorso con le scuole a cui hanno aderito 12 classi del biennio di 5 Istituti Superiori del territorio pratese: l'Istituto Professionale di Stato “Francesco Datini” - indirizzo grafico e alberghiero, l'Istituto Statale di Istruzione Superiore “A. Gramsci – J. M. Keynes”, l'Istituto Tecnico e Professionale Statale “Paolo Dagomari”, il Liceo Scientifico Statale “N. Copernico” e l'Istituto Professionale di Stato per l'Industria e l'Artigianato “G. Marconi”.
Tra febbraio e maggio si sono svolti gli incontri con le classi, realizzati dai formatori della Rete delle Antenne Territoriali Antidiscriminazione (Associazione Le Mafalde, Il Geranio, Cieli Aperti, CEIS e Alice – Centro Antiviolenza La Nara).
Il percorso si è concluso con un evento finale tenutosi presso il Cinema Terminale il giorno 15 maggio 2015 in collaborazione con l'Associazione IREOS di Firenze, nel corso del quale è stato proiettato il film FIT (regia di Rikki Beadle - Blair, 2010).

ANNO SCOLASTICO 2013/2014
Il Centro Antidiscriminazione ha organizzato un percorso con le scuole a cui hanno aderito 5 Istituti Superiori del territorio pratese, in collaborazione con la Rete delle Antenne Territoriali Antidiscriminazione, e in particolare con l'Associazione Le Mafalde, Il Geranio, Cieli Aperti, la cooperativa CEIS e Alice – Centro Antiviolenza La Nara.
Gli Istituti che hanno aderito sono l'Istituto Professionale di Stato “Francesco Datini” - indirizzo grafico e alberghiero, l'Istituto Statale di Istruzione Superiore “A. Gramsci – J. M. Keynes”, l'Istituto Tecnico e Professionale Statale “Paolo Dagomari”, il Liceo Scientifico Statale “N. Copernico” e l'Istituto Professionale di Stato per l'Industria e l'Artigianato “G. Marconi”.

Nella prima fase (ottobre-dicembre 2013) sono stati organizzati 3 incontri con circa 15 professori delle scuole coinvolte, con l'obiettivo di offrire una formazione sul contrasto alle discriminazioni e sul diritto antidiscriminatorio e di condividere con i professori il format dei successivi interventi con gli studenti.
Nella seconda fase (gennaio-aprile 2014) sono stati realizzati due incontri con ognuna delle 12 classi coinvolte (circa 300 studenti). Il format elaborato dalle Associazioni della Rete delle Antenne Territoriali Antidiscriminazione comprende momenti di brainstorming e riflessione, insieme a momenti di giochi e attività di gruppo, ed è risultato uno strumento efficace per far emergere i conflitti della classe e le esperienze personali dei ragazzi.
L'indirizzo grafico-pubblicitario dell'Istituto Datini è stato inoltre coinvolto in un concorso per l'elaborazione del logo del Centro Antidiscriminazione, il cui vincitore è stato premiato in occasione dell'evento finale del percorso, che è stato realizzato l'11 aprile 2014 presso il Cinema pratese “Terminale”.
Durante l'evento finale, che è stato un momento di restituzione del percorso fatto insieme alle scuole, è stato inoltre proiettato il film-documentario “Va' pensiero” (2013), del regista di origine etiope Dagmawi Yimer, che ricorda l'aggressione razzista di Milano del 31 maggio 2009, di cui è stato vittima l'attore Mohamed Ba, e la strage di Firenze, avvenuta il 13 dicembre 2011 in piazza Dalmazia, che ha causato la morte di Diop Mor e Samb Modou e il ferimento di tre ragazzi.
Dopo il film c'è stato un appassionante dibattito con l'attore Mohamed Ba.


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Evento formativo per i giornalisti “Immigrazione, le parole per raccontarla. Il punto sulla Carta di Roma”
Il Centro Antidiscriminazione e l'Ufficio Stampa della Provincia di Prato, insieme all'Ordine dei Giornalisti, l'Associazione Stam,pa Toscana e l'Associazione Carta di Roma, hanno organizzato un evento formativo rivolto a tutta la cittadinanza e in particolare ai giornalisti delle testate pratesi, che si è svolto il giorno lunedì 7 aprile 2014.

L'evento, patrocinato da UNAR, è stato incentrato sulla Carta di Roma – Protocollo deontologico concernente richiedenti asilo, rifugiati, vittime di tratta e migranti e, più in generale, sul linguaggio utilizzato dai media per parlare della questione immigrazione.
http://www.odg.it/content/carta-di-roma

Ad aprire i lavori il presidente della Provincia Lamberto Gestri che ha dato il benvenuto ai tanti ospiti sottolineando che sul tema del “raccontare l'immigrazione non esiste luogo più appropriato della nostra città”. Anche l'assessore al Sociale Loredana Ferrara ha ricordato le oltre cento etnie presenti a Prato e lo “straordinario incrocio di culture che fa della nostra realtà un laboratorio per sperimentare l'uso delle parole e l'approccio che i media danno a queste notizie, con la responsabilità di orientare l'opinione pubblica. Ma stamani – ha concluso Ferrara – è emerso con forza che è il rispetto della dignità delle persone l'unica bussola che ci deve guidare tutti”.
Quindi l'introduzione del presidente della Federazione nazionale Stampa Italiana Giovanni Rossi e del presidente dell'Ordine dei Giornalisti della Toscana Carlo Bartoli, entrambi convinti assertori del “raccontare la realtà con obiettività e anche crudezza ma con termini appropriati e puntuale verifica delle fonti. “E' necessario possedere strumenti intellettuali e professionali adeguati per essere pienamente responsabili dell'opera di mediazione giornalistica, indispensabile e non accessoria, per raccontare in modo efficace la realtà”, ha precisato Rossi.
Anna Meli dell'Associazione Carta di Roma, siglata nel 2008, ne ha sintetizzato i contenuti e il percorso, legato alla necessità di regole deontologiche che affrontino il complesso problema delle notizie riguardanti l'immigrazione, e ha illustrato le linee guida che corredano la Carta stessa. I temi fondamentali sono senz'altro l'utilizzo delle parole, soprattutto dal punto di vista giuridico, e l'approfondimento della notizia riguardo all'affidabilità della fonte e alla vicinanza ai protagonisti, evitando quella disumanizzazione che allontana dal lettore la consapevolezza che nel fatto di cronaca sono coinvolte persone vere, con la loro famiglia, la loro storia, le loro difficoltà e desideri”.
Aladji Cellou Camara, giornalista e rifugiato politico in Italia, ha parlato della sua esperienza. Direttore di un quotidiano in Guinea è fuggito per le minacce del regime di Lansana Contè. Oggi fa parte dell'Associazione Stampa Interculturale, ma in Italia ha avuto grandi difficoltà a riprendere il lavoro di giornalista. “Il problema di come si parla dell'immigrazione e degli immigrati nei media italiani sarà risolto solo quando anche nelle redazioni, nelle tv, nelle agenzie, ci sarà una mescolanza culturale, adesso l'integrazione è complicata, c'è poco spazio per noi”.
Giuseppe Faso, dell'Associazione “Straniamenti” e autore di "Lessico del razzismo democratico" ha spiegato come l'ordine e la pertinenza delle parole siano segno e conseguenza dei processi culturali. “Quando ero bambino erano normali termini come serva o svergognata, adesso non più in uso. E' il segno di un cambiamento culturale, che può procedere nei due sensi. Per questo l'attenzione al linguaggio è fondamentale soprattutto in un paese che ha problemi di deterioramento culturale come il nostro”.
Paola Di Lazzaro dell'Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali (UNAR) ha portato l'attenzione sulle seconde generazioni e sul ruolo fondamentale del web. Quindi spazio ai capi servizio pratesi con Daniele Magrini (Toscana Tv), Gianni Rossi (Tv Prato), Piero Ceccatelli (la Nazione), lo stesso Carlo Bartoli (Il Tirreno), Claudio Vannacci (Notizie di Prato) e Lorenzo Sbolgi (Radio Insieme), che hanno dato vita al dibattito conclusivo.
L'evento ha rilasciato i crediti per la formazione obbligatoria prevista dall'Ordine dei giornalisti e ha visto la partecipazione di circa 100 addetti alla comunicazione.


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Progetto Ospedale plurale
Il progetto "Ospedale plurale" nasce dalla consapevolezza che il concetto di salute comprende anche il benessere psicologico e relazionale dell'individuo e quindi anche la dimensione spirituale e morale della salute: ripensare le modalità di accogliere ed assistere i pazienti con una particolare attenzione agli aspetti spirituali e morali legati a tutto il periodo della degenza ospedaliera diventa quindi una necessità per garantire un pieno diritto alla salute di ogni paziente.

Nel territorio della provincia pratese è sensibilmente aumentato, negli ultimi anni, il numero di persone appartenenti a confessioni religiose diverse da quella cattolica, così come il numero di persone non appartenenti ad alcuna confessione: questo fenomeno si riflette anche nella composizione delle persone ricoverate nella struttura ospedaliera dell'Azienda USL 4 di Prato. Presso la sede del Nuovo Ospedale di Prato S. Stefano, in località Galciana, è presente un locale da adibire a spazio di raccoglimento, meditazione o preghiera per tutte le persone che ne abbiano necessità, a prescindere dall'appartenenza a qualsiasi fede religiosa.

L'avvio di un confronto con le comunità religiose e le filosofie di vita presenti nel territorio provinciale pratese, al fine di predisporre un regolamento per l'utilizzo di questo spazio, è stato il primo passo di un percorso più ampio, intrapreso dalla Provincia di Prato, l'Azienda USL 4 di Prato e l'Associazione Tribunale per i Diritti del Malato-CittadinanzAttiva, per rendere la struttura ospedaliera pratese il più possibile aperta e plurale.
Le finalità del progetto sono:
garantire a tutti i pazienti e i visitatori dell'ospedale pratese la libertà di culto, la possibilità di usufruire, ove ne facciano richiesta, di un'assistenza spirituale o morale e la possibilità di avere a disposizione uno spazio adibito al raccoglimento, alla meditazione o alla preghiera;
avviare un confronto tra istituzioni, confessioni religiose e filosofie di vita presenti nel territorio pratese sulle diverse esigenze legate alla salute e alla malattia;
migliorare la qualità dei servizi di accoglienza e assistenza nella struttura ospedaliera con particolare attenzione agli aspetti spirituali e morali della degenza;
accrescere le competenze degli operatori sanitari in merito ai diritti e ai bisogni dei pazienti appartenenti alle diverse comunità religiose e filosofie di vita.

In data 26 giugno 2014 è stato sottoscritto il Protocollo d'Intesa del progetto "Ospedale plurale", che disciplina l'assistenza morale e religiosa in ospedale, in particolare garantendo l'accesso nei reparti di un ministro di culto per ogni diversa confessione, e il regolamento per l'utilizzo della Sala Multiculto.
Il Protocollo è stato sottoscritto da Provincia di Prato, Azienda USL 4 di Prato, Associazione Chiesa di Cristo in Prato via Mazzini, Associazione Chiesa Evangelica Cinese, Associazione Pakistana Comunità in Prato Onlus, Chiesa Apostolica in Italia, Chiesa Cristiana Victoria, Chiesa Adi Mez (Assemblea di Dio in Italia Missione Evangelica Zigana), Chiesa Cristiana Evangelica delle Assemblee di Dio in Italia, Chiesa di Cristo, Chiesa di Dio Pentecostale Movimento Internazionale, Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni, Chiesa Parola della Grazia, Christian Apostolic Church of God Mission in Prato, Comunità Bahai, Comunità Ebraica, Eglise Baptiste du plein evangile, Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai e Unione degli Atei e degli Agnositici Razionalisti (UAAR). Il protocollo è aperto a tutte le realtà che vogliano farne parte, è quindi possibile che in futuro il numero dei sottoscrittori possa aumentare ulteriormente.

Il 26 settembre 2014, in occasione dell'anniversario dell'apertura del Nuovo Ospedale di Prato S. Stefano, è stata ufficialmente inaugurata la Sala Multiculto.

Tra fine ottobre e inizio novembre 2014 sono state realizzate, presso il Nuovo Ospedale di Prato S. Stefano, le due edizioni del percorso di formazione rivolto agli operatori dell'Azienda USL 4 di Prato con le docenti Francesca Sbardella e Laura Canavacci.

Il 4 dicembre 2014 è stato realizzato il convegno finale del progetto, dal titolo "Ospedale plurale. Quando le religioni, le confessioni e le filosofie di vita vanno a convivere: istruzioni per l'uso"
Il convegno, oltre a far conoscere le motivazioni, il proposito e le attività che hanno animato e sostenuto il progetto si è proposto di:
- approfondire la relazione tra spiritualità, religione e salute della persona;
- accogliere le esperienze di alcune realtà italiane;
- scambiare valori relazionali con le comunità religiose e filosofie di vita locali che, partendo da uno spazio comune - la Sala Multiculto -, si impegnano a proseguire il dialogo dell’abitare insieme questo luogo di cura.

Sul sito dell'Azienda USL 4 di Prato si trovano tutti i materiali relativi al progetto.


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