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Consigliera di Parità Provinciale

Consigliera di parità della Provincia di Prato
La Consigliera di Parità è una figura istituzionale che tutela la posizione lavorativa delle donne incidendo sulle situazioni che sono di ostacolo alla realizzazione della piena parità uomo-donna sul lavoro.
La Consigliera di Parità della Provincia di Prato è l'Avv. Micaela Venturi, componente della Commissione Pari Opportunità Provinciale, nominata con D.M. 30/12/2005 dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali di concerto con il Ministero per le Pari Opportunità. La Consigliera supplente è la Dott.ssa Sabrina Brezzo.
RICEVIMENTO
Orario: lunedì e giovedì dalle ore 12.30 alle ore 15.30
Sede: Palazzo Vestri - Piazza del Duomo, Prato
Telefono: 0574 534719 - 0574 534741
Fax: 0574 534432
emailConsigliera di Parità

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AVVISI E BANDI IN SCADENZA
Scadenza presentazione domande: 31 dicembre 2009
Buoni servizi di 1.000,00 euro per accudire minori e anziani

Regione Toscana concede incentivi alle piccole e medie imprese
4.000,00 euro per ogni assunzione a t. indeterminato full-time
2.500,00 euro per ogni assunzione a t. indeterminato part-time

Incentivi ad aziende per la conciliazione dei tempi di vita e tempi di lavoro (ex art.9 Legge 53/00)
Le informazioni e consulenze inerenti alla presentazione dei progetti possono essere reperite presso l'Ufficio della Consigliera di Parità
Palazzo Vestri, Piazza del Duomo- 59100 Prato, tel. 0574 534719

oppure tramite e-mail:
emailAvv. Micaela Venturi - Consigliera di Parità
emailDott.ssa Patrizia Baldi - Referente di Parità

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CHI È - IL RUOLO DELLA CONSIGLIERA DI PARITÀ
La Consigliera di Parità svolge un ruolo fondamentale per la promozione dell'occupazione femminile, attraverso la prevenzione e la lotta alle discriminazioni nell'accesso al lavoro e nei luoghi di lavoro. Ha quindi un ruolo di tutela da un lato, di promozione attiva dall'altro. In particolare i suoi compiti e funzioni consistono in:

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AZIONI IN GIUDIZIO
  • legittimazione a ricorrere anche in via d'urgenza per tutti i casi di discriminazione davanti al tribunale in funzione di Giudice del Lavoro o al TAR territorialmente competenti;
  • indicazione di poteri più incisivi nelle procedure di conciliazione;
  • estensione delle possibilità di ricorso in caso di controversie collettive;
  • rafforzamento dei poteri del Giudice, per esempio nel definire piani di azione positive per la rimozione delle discriminazioni accertate.

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AZIONI POSITIVE
  • eliminazione delle disparità di fatto che si verificano, a scapito delle donne, nella formazione scolastica e professionale, nell'accesso al lavoro, nella progressione di carriera, nella vita lavorativa e nei periodi di mobilità;
  • diversificazione delle scelte professionali attraverso gli strumenti delle formazione; facilitazione all'accesso al lavoro autonomo ed alla formazione imprenditoriale;
  • arginamento delle condizioni, organizzazione e distribuzione del lavoro che provocano effetti diversi, a seconda del sesso, nei confronti dei dipendenti con pregiudizio nella formazione, nell'avanzamento professionale e di carriera, nel trattamento economico e retributivo;
  • promozione dell'inserimento delle donne nelle attività, nei settori professionali e nei livelli nei quali esse sono sottorappresentate e in particolare nei settori tecnologicamente avanzati e nei livelli di responsabilità;
  • promozione, anche mediante diversa organizzazione del lavoro, delle condizioni e del tempo di lavoro, dell'equilibrio tra responsabilità familiari e professionali e di una migliore ripartizione di tale responsabilità fra i sessi;
  • promozione di progetti di azioni positive, anche attraverso l'individuazione delle risorse comunitarie, nazionali, locali (ad es., sostegno di azioni rivolte a favorire la conciliazione delle vita lavorativa con la vita personale e familiare; individuazione di metodologie di progettazione di piani di azioni positive);
  • verifica dei risultati dei progetti di azioni positive.

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FUNZIONI DI GARANZIA CONTRO LE DISCRIMINAZIONI
  • rilevazione delle situazioni di squilibrio di genere, al fine di svolgere le funzioni promozionali e di garanzia contro le discriminazioni (ad es., promozione di studi ed analisi di contesto relativi alla presenza femminile nel mercato del lavoro in ambito territoriale);
  • collaborazione con le Direzioni Provinciali del Lavoro al fine di individuare procedure efficaci di rilevazione delle violazioni alla normativa in materia di parità, pari opportunità e garanzia contro le discriminazioni, anche mediante le progettazione di appositi pacchetti formativi.

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FUNZIONI DI POLITICA ATTIVA DEL LAVORO
  • promozione della coerenza tra la programmazione delle politiche di sviluppo territoriale e gli indirizzi comunitari, nazionali e regionali in materia di pari opportunità (ad es., promozione di attività di partenariato, anche transnazionale, in materia di pari opportunità sui temi dello sviluppo locale);
  • sostegno alle politiche attive del lavoro sotto il profilo della promozione e della realizzazione di pari opportunità (ad es., promozione di interventi finalizzati all'occupabilità, all'occupazione ed alla formazione femminile nell'ambito delle attività previste dal Piano Operativo Regionale (POR); individuazione di interventi mirati per target specifici di donne in stato di difficoltà occupazionale o con problemi di reinserimento nel mercato del lavoro; promozione di iniziative tese a facilitare l'incontro tra la domanda di lavoro e l'offerta femminile);
  • promozione dell'attuazione delle politiche di pari opportunità da parte dei soggetti pubblici e privati operanti nel mercato del lavoro;
  • diffusione della conoscenza e dello scambio di buone prassi e attività di informazione e formazione culturale sui problemi delle pari opportunità e sulle varie forme di discriminazione (ad es., individuazione delle linee di intervento per la realizzazione e la diffusione della cultura della trasversalità delle politiche di genere; promozione campagne informative e divulgazione materiale finalizzato alla conoscenza ed alla diffusione dei progetti di azioni positive).

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